Manovra. Dispositivi medici, tetto di spesa sale al 4,7% con 146 milioni in più all’anno. Sconto di 1,4 mld sul payback 2019-2023

Manovra. Dispositivi medici, tetto di spesa sale al 4,7% con 146 milioni in più all’anno. Sconto di 1,4 mld sul payback 2019-2023

Un aumento del tetto di spesa per gli acquisti di dispositivi medici e un intervento statale da 1,4 miliardi per affrontare il nodo del payback arretrato. Sono le due principali misure contenute nell’articolo 73 della legge di Bilancio 2027, che tenta di ridisegnare alcuni aspetti della governance economica del settore.

La prima novità riguarda il tetto nazionale di spesa per i dispositivi medici, che dal 2027 viene rideterminato nella misura del 4,7% del finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

L’adeguamento comporta un onere stimato in circa 146 milioni di euro annui, coperto attraverso l’incremento generale del Fondo sanitario previsto dall’articolo 69.

L’intervento aumenta il limite di spesa riconosciuto per gli acquisti di dispositivi, ma non elimina il meccanismo del payback in caso di superamento dei tetti.

La misura economicamente più significativa riguarda però il ripiano riferito alle annualità dal 2019 al 2023.

Il valore complessivo del payback per questi cinque anni viene stimato in circa 4 miliardi di euro.

Su questa cifra lo Stato interverrà con un contributo di 1 miliardo e 400 milioni di euro, distribuito in quattro quote annuali da 350 milioni ciascuna, a partire dal 2028 e fino al 2031.

La restante quota, stimabile in circa 2,6 miliardi di euro rispetto al valore complessivo indicato nel provvedimento, rimarrà a carico delle aziende fornitrici, sulla base degli importi che saranno definitivamente determinati dalle procedure previste dalla normativa.

L’articolo disciplina anche la distribuzione temporale dei pagamenti.

Per l’annualità 2019 le imprese dovranno versare la quota di propria competenza entro il 30 luglio 2027. Per il 2020 la scadenza sarà il 30 luglio 2028, mentre per gli anni 2021, 2022 e 2023 i versamenti dovranno essere effettuati, rispettivamente, entro il 30 luglio 2029, 2030 e 2031, al netto del contributo statale per le annualità interessate.

Il provvedimento introduce inoltre nuove scadenze per la determinazione degli sforamenti.

Il decreto ministeriale che accerterà gli eventuali superamenti dei tetti nazionali e regionali per le annualità 2019-2023 dovrà essere adottato entro il 31 marzo 2027. Le Regioni e le Province autonome avranno tempo fino al 31 maggio 2027 per approvare i provvedimenti di propria competenza.

Un’ulteriore novità riguarda proprio i tetti regionali: per il periodo 2019-2023 saranno stabiliti allo stesso livello di quello nazionale, in deroga alle regole ordinarie.

Il contributo statale sarà ripartito tra le Regioni in proporzione agli importi complessivamente spettanti a ciascuna amministrazione per il quinquennio interessato.

L’intervento prova così a ridurre l’onere a carico delle imprese, introducendo al tempo stesso una maggiore gradualità negli adempimenti.

Non si tratta, però, di una cancellazione del payback. Il sistema di ripiano resta operativo e una parte rilevante degli importi continua a essere posta a carico dei fornitori.

La manovra sceglie quindi una soluzione di compartecipazione finanziaria tra Stato e imprese, mantenendo il principio del ripiano ma alleggerendo una parte del carico economico accumulato negli anni precedenti.

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